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Abortire i sogni infranti

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Ti hanno detto

Ti hanno detto
di lasciare perdere,
di lasciarmi perdere,
di abortire i sogni infranti,

di fantasticare
sulle loro mongolfiere
gonfiate con i fuochi
delle petroliere in fiamme.

Ti hanno detto
che tutti i tuoi problemi,
che tutto il tuo dolore
affogheranno nelle onde del Mediterraneo,

in una fuga di speranza
di salvezza, in un viaggio
con biglietto di sola andata
per il paradiso.

Ti hanno detto
di dimenticare
i loro volti affranti,
gli oceani di sangue in mare,

di perdonare gli uomini
assassini del colore,
di destinare il cuore
all’italiano, sola bandiera dell’amore.

Ti hanno detto
di lasciarmi pendere,
di lasciarli perdere,
cadere in acque territoriali.

Derubano le case,
ci rubano il lavoro
ci vendono la droga
prodotta dalle mafie.

Ti hanno detto
che quello che cerchiamo
di certo non lo trovi
sul suo palmo della mano.

Che non sono proprio uomini
ma carne da macello
addolcita con l’aiuto
promesso a casa loro.

Gridano, gridano,
gridano nel vento
quel negro sporco e lurido
non può esser mio fratello.

Bacio la croce,
ringrazio la Madonna,
che sarebbero d’accordo
a rigettarli nella fogna. (x2)

Ti hanno detto
di lasciarli perdere,
di lasciarmi perdere,
che sono un inutile buonista,

di processare uomini
senza mettere una toga,
affidarli alla vendetta e all’ira
non alla giustizia.

Ti hanno detto
che la proprietà privata
non sarà mai calpestata
da nessun morto di fame,

perché tanto la giustizia
potrai fartela da solo,
giustiziando in piazza pubblica
ogni negro a vista d’occhio.

Ci hanno detto di cacciarli,
ci hanno detto di estirparli,
di abbattere le case
e costruire parchi a tema,

non avranno alcun diritto
di richiedere l’asilo
da migranti irregolari
li rendiamo clandestini.

Gridano, gridano,
gridano nel vento
quel negro sporco e lurido
non può esser mio fratello.

Bacio la croce,
ringrazio la Madonna,
che sarebbero d’accordo
a rigettarli nella fogna. (x2)

Testo di Arturo Raja
Musica di Arturo Raja
Casa mia

Ci hanno invasi, perseguitati,
hanno stuprato mogli e figlie,
e sono rimasti impuniti.

Ci hanno sfruttati, depredati,
hanno portato guerra e carestia
per portare la loro democrazia.

Hanno rubato,
hanno preso il nostro sangue,
macellato i nostri figli e dataci la colpa.

Hanno portato i loro re
poi assassinati in colpi di stato
con le loro bandiere.

Vendute le armi loro ai terroristi
hanno portato la paura
e abbattuta la loro cara democrazia.

Ora che ho fame
e sete d'acqua e di giustizia
solcherò il mare tra le terre
e sarà la loro casa mia.

Solcherò il mare ridendo
con le lacrime di chi dice addio
con la bocca di chi dice parole
impastate di tristezza e speranza. (x2)

Testo di Arturo Raja
Musica di Arturo Raja

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